ROMA-  Alla fine è successo. Il presidente della FIGC più criticato degli ultimi anni si è dimesso. Dopo il terremoto che ha scosso il calcio italiano circa sette anni fa, un altro immenso tsunami si sta abbattendo sul nostro calcio. Tavecchio è stato spedito a casa. Lui. L’uomo che tra una critica e l’altra, una gaffe e una uscita razzista una tantum ha regalato all’Italia la VAR, gli assistenti di porta, una finale di Coppa Europea, due finali di Champions League e la diffussione del calcio femminile. Sembra quasi un controsenso, un contrappasso degno della DIvina Commedia di Dante. Tavecchio chiamò: “Manica di lesbiche” le donne che chiedevano di poter diventare calciatrici prfessioniste; e lui ha obbligato le squadre di Serie A alla realizzazione dei sttori femminili. Poi il celebre “Mangia banane” per criticare le squadre che compravano troppo facilemente gli stranieri, ma proprio i “foreign players” hanno affossato la nazionale, “troppi stranieri” la solita critica, troppo basso il livello della Serie A aggiungiamo noi.

Le cause. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, come spesso sucede nel bel Paese, è stata la non qualificazione dell’Italia al mondiale. La verità però è che Tavecchio non è mai stato amatissimo i n Serie A, in particolar modo dalle big dl calcio italiano. Nelle ultime ore però, secondo voci di corridoio, sembra che il “presidentissimo” abia ricevuto pressioni da più fonti, anche politiche,perdendo però soprattutto l’appoggio di un settore calcistico che ha da sempre difeso a denti stretti: il calcio dilettantisico comandato da Cosimo SIbilia.

Il futuro. Sulla questione Tavecchio, Malagò ci aveva visto lungo pronosticando le sue dimissioni. Ora nei prossimi 90 giorni scopriremo chi sarà il prossimo presidente federale ed i componenti del consiglio che, uno dopo l’altro lasceranno le proprie poltrone. Ormai è un dato di fatto: ogni qualvolta che la nazionale esce a testa bassa da una competizione scatta automaticamente la rivoluzione in federazione ma questa volta il fallimento della nazionale e dei club è stato particolamente pesante e forse, sulla base di quello che dovrà essere, veramente questo dovrebbe essere l’ultimo “anno zero”.

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